Libertà su internet a rischio per una sentenza del Tribunale di Milano
Scritto da Massimiliano Puccio • Giovedì, 25 febbraio 2010 • Categoria: Google
E' di questi giorni una sentenza emessa da un Giudice di Milano che rischia di modificare il Web come noi lo conosciamo.
Il Tribunale di Milano ha infatti dichiarato colpevoli tre dirigenti di Google per violazione della privacy, a causa di un video postato nel 2006 che mostrava maltrattamenti ad un bambino disabile.
La tesi della Procura, anche se la sentenza non è stata ancora depositata, è che Google Video ha omesso il controllo di ogni singolo contenuto caricato sulla loro piattaforma.
Per chi conosce i meccanismi della rete sa benissimo che questa cosa è praticamente impossibile da realizzare e che il principio di "segnalazione e rimozione" è l'unico che può garantire libertà di espressione e tutela di legge.
È «un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito internet» ha replicato il portavoce di Google Italy, Marco Pancini.
L'azienda farà appello contro la decisione ritenuta "a dir poco sorprendente", visto che l'Italia è stato l'unico paese al mondo ad aver emesso una sentenza così restrittiva sulla libertà di internet!!
Fonte: [PuntoInformatico, Corriere del Ticino]
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6 Commenti
Per chi conosce i meccanismi della rete sa benissimo che questa cosa è praticamente impossibile da realizzare e che il principio di "segnalazione e rimozione" è l'unico che può garantire libertà di espressione e tutela di legge.
ASSOLUTAMENTE NO!
Non esiste alcun "meccanismo della rete" che non consenta un controllo o quantomeno una presa di coscienza di quanto il responsabile LEGALE, cioe' l'intestatario di un dominio SEMPRE E COMUNQUE gia' in fase di acquisizine di un dominio , pubblichera' sul SUO dominio.
Laddove quel SUO e' quanto d piu' ovvio proprio in casi come YOUTUBE!
Basta una rapida e anche distratta lettura del RIDICOLO contratto,cioe' qualcosa che anche un bimbo evoluto di otto anni puo' "stipulare" nel piu' assoluto anonimato ,vedi proxi ed email temporanea , (i simpaticoni di Google hanno avuto il coraggio di citarlo come "attenuante" ameno...) di "collaborazione" con Google quando si crea un acocunt e quando di conseguenza SI REGALA A GOOGLE il "proprio" filmato!
1 Google ne ne appropria nel modo piu' assoluto e SI RISERVA di farne cio' che vuole
2 Google EFFETTUA UNA CONVERSIONE del formato caricato e di conseguenza LO PRENDE IN MANO
l'elenco potrebbe continuare per almeno altre dieci voci se necessario ma bastano le prime due e NON PUO' ESISTERE LA DIFFICOLTA' TECNICA a scusante di un controllo CHE IN OGNI CASO VIENE FATTO "automaticamente" solo e semplicemente PER OVVIE RAGIONI SPECULATIVE!!!!!!!
TROPPO SEMPLICE giustificare una banale idea suggerita da una possibilita' tecnica della rete e cioe' inserire un form di upload in una pagina web per realizzare un progetto dalle potenzialita' commerciali (PRIMA DI TUTTO E ASSOLUTAMENTE LE POTENZIALITA COMMERCIALI nel caso di Google e poi forse...ma molto poi...gi obbiettivi filosofici di liberta' ect.ect. ) PORTENTOSE saltando a pie' pari il problema vero di un controllo FISICO e umano di ogni upload!!!!!!!1
E GIA'... TROPPO DISPENDIOSO?
E DUNQUE? Esistono TANTE COSE irrealizzabili sul piano pratico per la stessa ragione e perche' mai il presunto "mondo di internet" dovrebbe esse esente da tali problematiche LOGICHE in una societa' CIVILE?????
Se a qualcuno viene in mente di creare una grande vetrina al centro di na citta' dove chiunque puo' LIBERAMENTE esporre i prodotti del suo ingengo dal punto di vista testuale o anche VIDEO...e' evidente il problema di base...e cioe' la respnsabilita' su quanto esposto e di conseguenza l'intervento UMANO su ogni "manufato"
SAREBBE MOLTO SEMPLICE dotare la vetrina di un "caricatore" di file e a condizione di un'iscirizione qualsiasi lavarsi le mani sulle responsabilita' OVVIE da parte di chi AFFITTA LA VETRINA a qualunque prezzo!!!!!!!!
VOLGIAMOPROVARE ad esporre in questa ipotetica vetrina IL NUMERO DELLA CARTA DI CREDITO DEL NOSTRO VICINO?
Cosa sarebbe? LIBERTA' QUELLA?
NO
Google e' libero di fare quanto chiunquee compri un dominio e inizi a farerete ma non puo' pretendere di essere una sorta di RIVENDITORE della liberta' sganciato da qualsiasi legge e anche logica civile !!!!
TU GOOGLE HAI MESSO IN VETRINA UN FILMATO ASSURDO?
TU GOOGLE NE SEI RESPONSABILE nella misura stabilita' da un giudice esattamente come lo e'chi ti ha REGALATO IL FILMATO!!!!!!!!!!
NON E' IN GIOCO LA LIBERTA' D INTERNET che non puo' che essere la liberta' universalmente riconosciuta come concetto
ma la LESAMAESTA DI GOOGLE!!!!!!!!
COSA BEN DIVERSA!
Io penso che non ci entri nulla il paragone con una testa giornalistica quando si parla di Internet in generale.
Internet e' fatto prima di tutto di PROVIDER
nulla puo' comparire in Internet senza l'acquisione di un dominio e di uno spazio dove depositare e condividere ,quindi pubblicare in rete, quando deciso da un INTESTATARIO che e' anche assolutamente soggetto giuridico preciso sottostante ,che gli piaccia o no, alle leggi che , giuste o no, tutelano la societa' alla quale appartiene! Anche nel caso un utente trasmette direttamente dal proprio computer!
Le regolamentazioni di CATEGORIA in ambito comunicazione non servono piu' di tanto alla comprensione della semplice REALTA' "FISICA" e non certo VIRTUALE di Internet!.
Per capire velocement eil punto dovrebbe bastare questo esempio:
4567 7834 1243 5467 - 324
intestatario della carta Fabrizio Torcisoole
ok cosa ne dice il RESPONSABILE DI QUESTO BLOG se qualcuno prova ad usare quanto sopra?
Tu pensi che l'intestatario se la prendera' GIUSTAMENTE con al liberta' eccessiva in Internet e morta li
o qualcuno COME OVVIO fara' presente all'intestatario di questo dominio che un form di immissione e pubblicazioni dati NON DEVE NECESSARIAMENTE ESSERE accessoriato di antispam e obblighi di compilazione dei campio per poter funzionare!!!!!!!!
Pensi che i respnsabili di un eventuale uso di quel codice possano essere solo chi l'ha inviato al dominio... E NON PUBBLICATO OCCHIO.... e' il DOMINIO CHE PUBBLICA,cioe' chi ne e' responsabile e ne avvalla la "tecnologia"... non CHI MANDA... ben al di la della conoscenza dei meccanismi e della consapevolezza che... potrebbe essere UN BAMBINO DI DIECI ANNI....
e po solo chi ne fara' uso
O TI RISULTA LOGICO CHE LA SUA PARTE DI RESPONSABILITA', quanta e' altro dicorso...
ce l'ha certamente anche il responsabile del dominio?
Internet NON E' UN PRODOTTO DELLA NATURA, non e' aria acqua o un nuovo componente naturale scoperto dall'uomo e prodotto da non si capisce bene chi... e' la risultante di contratti commerciali sottostanti le LEGGI DI UN PAESE che autorizzano una societa' a fornire servizi utilizzando i supporti che consentono la creazione della cosidetta rete.
Senza provider NON PUO' ESISTERE INTERNET e un provider e' UNA LIMPIDA societa' con fini di lucro e come tale o comunque come societa',soggett GIURIDICO ha diritto di esistere nella misura in cui rispetta le leggi della societa' nella quale opera e questo e' penso proprio idiscutibile per tutto cio' che riguarda lo status di societa' dal punto di vista fiscale e quant'altro ma sempre e comunque ben legiferato laddove esiste la societa'.,
ORA
non si capisce bene, se non svolazzando tra concetti facili e romantici di liberta' presunta tra l'altro nel caso di YOUTUBE ECCOME... E ANCORA DI PIU' NEL CASO DI GOOGLE... ECCOME.... perche' mai tali societa' dovrebbero essere esenti da una certa "sfera" della legislazione.
Il controllo sui file caricati AVVIENE ECCOME SEMPRE E COMUNQUE quando la situazione lo permette O LO SUGGERISCE e tecnicamente e' ostacolato assolutamente solo dall'aspetto pratico che suggerisce un esercito di addetti ,ma questo non puo' giustificare prese di posizione filosofiche al limite del comico e soprattutto,ma vedi un po'... da una societa', Google... che usa la rete senza il minimo ritegno nei confronti della produzione di terzi semplicemente rivendendo il proprio database fatto dalla produzione di chiunque metta in rete qualcosa,salvo precauzioni che nulla hanno a che fare con concetti di lealta' universalmente intesi.
IO NON DEVO ESSERE TENUTO a chiudere la mia porta di casa semplicemente perche' potrebbe ENTRARE GOOGLE QUANDO GLI PARE, fotografarne i contenuti e mettere il tutto in una "piazza", la sua... circondata di manifesti pubblicitari i cui proventi sono suoi o comunque organizzati da Google!
So che questo e' altro vecchio argomento mai risolto della rete ma puo' servire per capire con chi si ha a che fare...
Ho qualche precedente con questo infame soggetto del web e ho ampiamente dimostrato in un blog qualche tempo fa... come Google sia in grado di CONTROLLARE E MOLTO PRECISAMENTE i contenuti che indicizza al punto di interdire un sito o cio' che gli fa comodo nel caso in cui UN CLIENTE, NEL MIO CASO UN PARTITO, fa presente al signor Google che qualcuno sta operando contro di lui, EMETTENDOCI MOLTO CHIARAMENTE LA FACCIA.... ed e' presente in prima pagina risultati immettendo un nome, non ho problemi nel dichiarare che era Walter Veltroni.
EVIDENTEMENTE il cliente (probabilmente il partito ) va accontentato e cosi successe che per quattro settimane in piena campagna elettorale chi ha voluto e puo' farlo ancora.... su freezepages ci sono "I verbali" puo' osservare quanto il "gigante" sia "incapace o impossibilitato a controllare" e clamorosamente quanto sia facile mandarlo in tilt se necessario sul territorio nazionale,ma questo e' altro discorso.
NO SIGNORI
con Google al centro del discorso PARLARE DI LIBERTA' in Internet e' semplicemente RIDICOLO e nel caso specifico addirittura grottesco.
Esiste un solo termine per "spiegare" la reazione di oogle e si chiama
LESAMAESTA'
no
Internet e' diventato una cosa seria,molto seria e uno dei requisiti primari della serieta' e' la responsabilita'.
Google e' RESPONSABILE delle sue pubblicazioni, come gia' scritto...prima di tutto perche' LE MANIPOLA, effettuandone una conversione (per quello che l'utente ne sa...) , NON ESISTE che possa pararsi dietro un contratto ridicolo e di nessun valore giuridico,quindi perche' chiamarlo contratto? e di consenguenza va stabilito in che misura lo e' .
Nel caso in oggetto il giudice (E CHI SE NO IN UN PAESE DEMOCRATICO? IL RE DEI BLOGGER FORSE? ) ha deciso che Google debba pagare E VA BENE COSI!
Banale,
ma la liberta' non e' mai i stata fare qualsiasi cosa passi per la testa di fare, e non sara' mai cosi, quella si chiama prepotenza non liberta'!
Non vorrei che quanto sopra venga confuso con qualcosa di accondiscente nei confronti della fantozziana legge sull'editoria partorita da un duo al lavoro mentre gli altri stavano sotto l'ombrellone in un pomeriggio d'Agosto, tali Levi e Prodi... che alla chetichella (cosi affermarono praticamente TUTTI gl altri ) sottoposera a visto ok... il resto della cricca, di la come di qua, la quale firmo' allegramente la pagliacciata SALVO (vedi Di Pietro solo per citare un esempio...) poi dichiarare molto esplicitamente (sta ancora sul suo blog, intendo quello di DI Pietro ma non solo..) che se non si fosse fatta marcia indietro (dichiarazioni arrivate dopo la giusta insurrezione da parte della rete pero'...) addirittura si sarebbe fatto cadere quel Governo che poi cadde in ogni caso per altre logiche.
Quella legge STA ANCORA LI... avvallata dal Governo successivo e attuale e in fase di attenta elaborazione, e di questo si parla decisamente troppo poco IN RETE perche' forse si scambia la cosa per far politica che e' tutta un'altra faccenda.
La liberta' in Internet DEVE RIMANERE la stessa concessa a chiunque nel servirsi per esempio del medium carta, cioe' qualcosa di inventato dall'uomo e al servizio dell'uomo.
LIBERTA' DI SCRIVERE, DI PUBBLICARE senza necessariamente dover subire alcuna selezione o dover dimostrare di avere requisiti particolari (vedi albo dei giornalisti ) stabiliti da autorita' "competenti", ma di fatto al servizio di un ipotetico finanziamento di stato per chi fa informazione cosi come purtroppo succede ancora oggi per i giornali e buona parte della carta stampata!
DEVO essere libero di scrivere SULLA RETE e DEVO poterlo fare a partire dal mio stesso computer organizzato come server se lo ritengo opportuno! DEVO poterlo fare come posso farlo con qualsiasi supporto cartaceo ,ma questo non significa automaticamente che posso infrangere le regole in fatto di privacy, comunicazione al pubblico e quant'altro riguardante la sfera del comune significato alla parola CIVILE. INSOMMA TU STATO tu legge...NON PUOI PRECLUDERMI a priori di SCRIVERE SULLA RETE stabilendo dei criteri tecnici o di appartenza ad albi di categoria, , di pubblicare sulla rete, ma questo e' discorso ben diverso dal TU STATO, TU LEGGE non puoi sindacare su quanto scrivo e sugli effetti che puo' avere. Io posso e devo potermi autonominare scrittore se lo ritengo opportuno.
Forse ..non sto inventando nulla di nuovo e meno male...
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